Quello che Shakespeare non ha mai raccontato

ottobre 23rd, 2016|1 Comment

In 33 anni ho visto migliaia di adulti, bambini, ragazzi, vecchi di ogni estrazione sociale e istruzione inginocchiarsi di fronte a qualcuno o a qualcosa e pregare per diventare i protagonisti, protagonisti di una recita, di una [...]

Portami un pomeriggio al parco – II parte

ottobre 17th, 2016|1 Comment

Per chi non ha letto il post precedente, ecco un breve riassunto: non ho figli, quindi motivi per entrare in un parco per bambini ne ho quanti un pollo che si tuffa nel brodo tenendo in [...]

Portami un pomeriggio al parco con i bambini

agosto 18th, 2016|1 Comment

Ho una marea di amiche figliate e, tra i tanti traumi che non vogliono provocare ai propri figli, elencano le seguenti cose: lasciarmi con loro da sola per più di dieci minuti portarmi al parco dei piccoli [...]

Ombre Salentine, tetti, comignoli, sole e silenzi

maggio 15th, 2016|0 Comments

Vedi delle pareti, dei comignoli assonnati, il cielo che non si stacca dall'ingenuità di un nuovo giorno e poi ombre, finestre, linee perfette, sole, sole ovunque, anche dove non può entrare. Nessun orizzonte inflazionato, nessun romanticismo imballato, [...]

[PennaLibera]

Le parole invecchiano

luglio 1st, 2015|0 Comments

Quasi dieci anni di blog e non un articolo che valga la pena di essere letto oggi. Le cose che [...]

Lettera ad un padre mai nato

marzo 19th, 2012|18 Comments

Nascere non è solo roba da figli, anche i padri nascono. Nascondo quando sulla loro strada incontrano una persona nuova, [...]

La sfacciata

gennaio 14th, 2012|5 Comments

Ormai la mia tavoletta Wacom è invecchiata. Non risponde più come dovrebbe, non ci sente, non mi segue, s'addormenta mentre [...]

Il principe senza calzamaglia

maggio 13th, 2011|13 Comments

Da piccola non sognavo il principe azzurro, sognavo di conquistare il mondo e magari il cielo. In età da motorino e topexan, quando i maschi non erano più quei simpatici giocattoli bimbomorfi con i quali passare pomeriggi al mare, a nascondersi, a suonare i campanelli e poi scappare, bensì pericolose entità che riuscivano con i loro malefici poteri a farmi agitare il cuore, il mio sogno rimaneva ancorato alle trame di conquista, ma qualcosa lo distraeva e, a volte, si scioglieva per sguazzare negli occhi del ragazzo di turno che sentivo di amare. Ovviamente non ero mai ricambiata, un po’ perché sceglievo quelli sfigatelli che di legge vanno dietro alle più belle delle più belle, un po’ perché ero attraente e sensuale come un montascale, ma soprattutto perché facevo ogni cosa per mostrarmi disinteressata alla mercanzia. Ero fatta strana. Nonostante l’abbonamento al due di picche, non soffrivo mai troppo per amore: avevo sempre il mondo e il cielo da conquistare. Poi, a diciassette anni, persi la vita normale e i miei sogni di conquista si ritirarono per lasciare il posto a quelli che puntavano gli occhi indietro, alla normalità scappata dalle mani. Non sognavo più né il mondo né il cielo e tanto meno i ragazzi. Volevo solo tornare normale. Un giorno, nella foga di cercare un po’ di pace,  qualcuno entrò prepotentemente nei miei giorni, con la grazia di una passione cominciai a ripulire la mia vita. Poco a poco il mondo tornò dentro di me e le stelle si riaccesero tutte, ma qualcosa mancava ancora. […]